CAMPIONATO NAZIONALE PER SOCIETA’ 2011
Da quando sono entrato nell’agonismo, considero questa gara, come un evento imperdibile, che vivo sempre con piacere. Purtroppo non sempre ho avuto la possibilità di parteciparvi rinunciandovi a malincuore.
Avendola in casa, tutti si aspettano che dedichi molto tempo alla preparazione, ma, paradossalmente, capita che la trascuri finche arriva il giorno della gara senza mai essere andato a dare un’occhiata. Ed infatti, per varie ragioni, dopo un’estate di lavoro e stress, ho avuto occasione di uscire di con la famiglia per un breve viaggio e mi sono giocato gli ultimi giorni pre-gara. Comunque, i miei due compagni di gara, sono riusciti a fare una breve ricognizione il giorno prima, aggiornandomi sulle condizioni del mare e sul “movimento” dei pesci.
Ma andiamo con ordine.
Il venerdi pomeriggio ci ritroviamo tutti alla riunione per l’accredito e per il programma della giornata di gara. Soliti saluti con chi veniva da lontano, piacevoli incontri dopo lunghe assenze (vedi Tortorella) e si passa alla discussione sul regolamento e sui punteggi. Mi permetto di chiedere una chiarimento, ma il Giudice di Gara non è dell’aria giusta e mi copre di insulti. Non voglio rovinare la festa e chiudo la polemica anche se poi la riunione è degenerata con strascichi il giorno dopo.
Ma a noi interessa la gara giocata e non quella delle sterili polemiche…
La mattina successiva, le ventisette squadre iscritte si presentano tutte puntuali presso la LNI di Frigole per dare il via alle ore 8.00. Durata cinque ore, con possibilità di spostamenti liberi nei primi quindici minuti e poi a metà gara, tutto il resto a pinne. Chi, come noi, ha un motore di potenza superiore ai 40cv, parte due minuti dopo, pena mille punti di squalifica. Mi è stato riferito che un equipaggio sia stato, appunto, penalizzato, ma non conosco i dettagli.
La nostra tattica di gara prevedeva, per la prima metà gara, la visita ad una serie di tane in basso fondo (10 – 12 mt.) dove avevamo avvistato una buona presenza di saraghi; uno spostamento a metà gara su una lastrina isolata nell’alga, con parecchi pesci di buona taglia ed eventualmente, un’uscita sul grotto fuori (18-20 mt.), se fosse rimasto tempo a fine gara.
Aspettiamo i due minuti e ci fiondiamo sul primo buco in programma, appena in acqua, il colore giallo-verde dell’acqua con temperatura 27°, l’alga morta in tana, unito all’assenza di “movimento”, mi suggeriscono che la mossa di andare a terra risulterà fallimentare. E cosi sarà, vaghiamo invano sulle zone conosciute con esito negativo. Deserto totale. Solo sul finire della prima metà, seguendo un piccolo sarago sulla sabbia trovo i suoi compagni, un po’ più cresciuti, e ne catturiamo rapidamente due.
Finalmente è l’ora dello spostamento, confidiamo molto sulla lastrina nell’alga, dove potremo raggiungere il limite delle dieci prede. Si immergono Antonello e Giacomo, ma dopo un paio di tuffi è evidente che sia desolatamente vuota. Non c’è tempo da perdere, sta scadendo il quarto d’ora, e rischiamo di rimanere impantanati per il resto della gara nel nulla. Scappiamo al largo sul grotto per razzolare qualche preda, si spera. Ma anche qui la situazione non cambia di molto, acqua torbida e scarso movimento. Ma dobbiamo fare di necessità virtù e quindi, incrementiamo il ritmo delle sommozzate. Due tordi nella stessa immersione per me e Giacomo. Dopo poco scende Antonello e tira fuori un grosso sarago. Rimane appena mezz’ora ed incontro alcuni saragotti a spasso ma non hanno tana e mi sembrano fuori peso. Insisto e in rapida successione catturo un sarago, un tordo ed altri due saraghi. All’ultimo tuffo Giacomo cattura un denticiotto che ci darà preziosi punti. Siamo stanchissimi ma l’onore è salvo.
Rientrando incontriamo alcuni equipaggi e si parla di un paio di grossi carnieri.
Dovrebbero essere quello dei locali “Corsari” e dello squadrone del Ci.ca. sub. Garibaldi di Livorno. Ed infatti, questi due si contenderanno la vittoria arrivando rispettivamente primi e secondi. I primi presenteranno nove cefali ed altre nove prede tra saraghi, tordi ed un dentice da 1,4 kg (migliore preda) che gli garantirà un bonus di mille punti. I secondi, invece, il bonus lo prendono per il raggiungimento delle dieci prede (saraghi), oltre a presentare alcuni tordi ed un denticiotto.
Il nostro carniere viene pesato come ultimo e rende incerto il risultato di molti altri equipaggi, perché è numeroso e si aggira intorno alle dieci prede valide, potendo occupare così la terza piazza del podio.
Il carniere è composto da tredici prede ma sicuramente alcune sono al limite e, quindi, da pesare.
Alla fine verranno scartate solo due prede e undici risulteranno valide (sei saraghi, quattro tordi e un denticiotto), sbaragliando la concorrenza per il terzo posto.
Per come si era messa la gara è un grande risultato, siamo pienamente soddisfatti.
Il pasto caldo dopo la gara e la ricca premiazione, tra cui la medaglia di bronzo consegnataci dalla FIPSAS, impreziosiscono il risultato, rendendo l’evento come qualcosa da ricordare piacevolmente per lungo tempo.
Alessandro Congedo
C.J.S. Atlantide Copertino