Vorrei chiedere aiuto ad un esperto per riuscire a risolvere un problema che da qualche anno mi infastidisce molto.
Vi racconto in breve di cosa si tratta... Circa 6 anni fa pescavo nella mia città Alghero in una zona dove il fondale scendeva rapidamente a strapiombo nel blu.
Dopo alcune ore di pesca decisi di allontanarmi dalla costa di circa 250m per pescare in un isolotto. Durante il tragitto passai (nuotando in superfice)su un fondale di 45m praticamente non visibile dalla superfice.
Alla vista del blu dopo alcuni minuti ho iniziato a sentire caldo e soffocare al punto tale da dover sganciare la cintura e togliere il cappuccio. Sono immediatamente rientrato a terra e il tutto è passato in pochi secondi. Il problema arriva ora. Da quel maledetto giorno non posso più pescare se non rimango ad una distanza utile dalla costa. Basta che pinneggio su un fondale di 10/15 m e dopo alcuni secondi devo riavvicinarmi a riva. Se invece pesco con l'ausilio del gommone posso pescare anche sui 15m purchè vicino a me ci sia l'imbarcazione. E' un problema psicologico che nonostante peschi costantemente non riesco a risolvere.
Spero che qualche esperto in questo forum possa aiutarmi a risolverlo. Prima di quel giorno mi allontanavo moltissimo senza nessun problema.
Resto in attesa di una risposta e nel frattempo vi saluto tutti e ringrazio
Caro Lorenzo, il tuo problema, " se così si può chiamare", è legato a quell'episodio accaduto tempo fa in quella battuta di pesca in cui hai deciso di allontanarti dalla costa. La Fobia che hai è quella del profondo, del senso di vuoto che il mare ti da. Come tu stesso dici e sottolinei: il solo pensiero di avere un'imbarcazione vicina ti rassicura, ti da un appiglio psicologico che ti fa essere più tranquillo.Analizzando le tue parole percepisco le stesse sensazioni dei miei pazienti. Non ti offendere perchè ho utilizzato la parola "Paziente" ma lavorando in ospedale sono sempre a contatto con numerosi casi da risolvere e il tuo ha tutte le caratteristiche della fobia del mare e dell'ignoto. Mi parli di un senso di soffocamento e di calore e questi si chiamano attacchi di panico. Io ti consiglio vivamente di vivere il mare,continua ad andare a pesca ma mai e dico mai da solo.
Vai sempre con qualcuno,un compagno, un amico che ti possa aiutare nei momenti di bisogno, cerca di rilassarti quando sei in acqua, magari segui un corso di apnea che ti insegni tutte le tecniche di rilassmento e ti insegni a vivere il mare e a non aver più timore.
Questo è ciò che mi sento di dirti, spero che ti aiutia superare le tue paure.
Ps per quelsiasi cosa noi siamo qui!
Io non sono un medico però "frequento" il mare da qualche anno.
Andrea ha ben identificato il problema e dato il consiglio migliore.
Posso tentare di aggiungere qualche consiglio:
Quando vai al mare, prova qualche volta anche senza fucile, solo per il piacere di fare apnea.
Prova sia in semplice passeggiata che quando vai a pesca (meglio se in compagnia), ad affacciarti gradualmente ai terrazzini rocciosi e a gustarti il blu come se fossi sul balcone di un palazzo o se fossi affacciato ad un belvedere di un paesino di montagna.
Fallo molto gradualmente, prima verso i 5-8 metri, poi su sbalzi a 10-12 e così via.
Piano piano prenderai confidenza con il senso di vuoto e potrai "far capire alla mente" che quello che reputi BLU, non può farti male, è solo una parte di un tragitto.
Se lo gusterai un pò alla volta affacciandoti a scalini rocciosi, appoggiandoti, ti rilasserai e potrai ammirare i riflessi di luce che si insinuano nell'acqua, potrai ammirare la mangianza che si muove libera come se volasse.
In questo modo abituerai "la mente" alla paura dell'ignoto che ignoto non è.
Capirai che il BLU totale senza la costa vicina, è uguale al BLU che guardavi comodamente appoggiato al balcone.
Altro consiglio: dopo che avrai sperimentato i consigli precedenti, se vuoi "affrontare" la sensazione del BLU, prova a legarti alla boa segnasub con un filo di 7-10 metri e scendi fino a quando il pallone ti blocca.
Il cordone ombellicale del pallone, ti darà la sicurezza di essere in contatto con la superficie. E' raccomadabile qualche prova in compagnia di un amico, magari che ha il tuo stesso problema.
In due ci si conforta e sostiene senza entrare in competizione.
MI RACCOMANDO non fermarti al primo tentativo fallito, tienici informati sulle sensazioni provate e valutiamole insieme.